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24 dicembre 2021 Comunicati Stampa

Bim Infrastrutture, approvato il Piano industriale 2022/2024

Un Momento Della Riunione (2)

Bim Infrastrutture, approvato il Piano industriale 2022/2024.

Belluno, 24 dicembre 2021

Assemblea dei soci, ieri pomeriggio, per Bim Belluno Infrastrutture. La riunione, svoltasi nella Sala Convegni di Villa Carpenada, ha approvato all’unanimità il bilancio previsionale 2022 e il Piano Industriale 2022-24.

A presentare ai soci i principali risultati raggiunti nel 2021 e gli obiettivi del prossimo triennio, l’Amministratore Unico della società, Bruno Zanolla.

Ricavi, costi ed utile. I ricavi complessivi conseguiti nel 2021 ammontano a 14,1 milioni di euro, in lieve diminuzione rispetto al 2020. I costi, anch’essi in calo, raggiungono quota 7,3 milioni. Il margine operativo lordo, differenza tra ricavi e costi maturati, si è attestato a 6,8 milioni, in lieve aumento rispetto ai 6,2 milioni del 2020. L’utile generato, detratte le imposte, è complessivamente di 3,9 milioni di euro. “Si tratta di una risorsa rilevante, che la società reinveste puntualmente nel territorio, con opere ed infrastrutture, a beneficio di Comuni e cittadini” commenta Zanolla.

Patrimonio e affidamenti bancari. Valore che conferma la solidità della società, oggi il patrimonio netto è di 43,4 milioni, in crescita rispetto ai 39,5 del 2020. Il totale dei debiti, in toto per affidamenti bancari, è a 9,3 milioni, in calo di 2,2 milioni di euro rispetto al 2020. Nel 2021 la società non ha attivato nuove linee di finanziamento. “Bim Infrastrutture – spiega Zanolla – è da sempre una società sana e solida patrimonialmente, che amministra in modo oculato le risorse economiche e finanziarie a disposizione, che paga con regolarità i fornitori e che sostiene da sempre la crescita del territorio. Per i Comuni soci è una vera e propria ricchezza, un’opportunità che genera valore e sviluppo, che sostiene lavoro, economia e indotto, tutelando al contempo l’ambiente. Una società, quindi, che merita di essere valorizzata anche in futuro, soprattutto in ottica futura di salvaguardia della montagna e dei servizi ai cittadini, obiettivo su cui è indispensabile fare rete tra amministratori e istituzioni”.

Produzione di energia rinnovabile. Fortemente impegnata nella produzione di energia da fonti rinnovabili, Bim Infrastrutture ad oggi gestisce per conto dei Comuni 36 impianti idroelettrici, di cui 20 su acquedotto e 16 su corso d’acqua. «Grazie agli impianti attivi – spiega Zanolla – nel corso del 2021 sono stati prodotti 28,2 GWh di energia elettrica totalmente verde, in aumento rispetto al 2020 di circa 7 GWh, portando introiti ai Comuni, proprietari degli impianti, pari a 2,6 milioni di euro. La produzione ‘green’ ha permesso di evitare emissioni di anidride carbonica pari a 10.100 tonnellate”.

In esercizio, da aprile, l’impianto idroelettrico di Santo Stefano di Cadore (Frison).

Investimenti. Effettuati prevalentemente per la realizzazione di nuovi tratti di rete e allacciamenti gas metano e per l’installazione di contatori, nel 2021 sono stati per circa 2 milioni di euro a favore dei comuni già metanizzati. «Opere indubbiamente necessarie e strategiche per la crescita della nostra provincia, ad alta vocazione turistica, e dei servizi erogati ai cittadini” conclude Zanolla.

Piano Industriale 2022-2024. Nel 2022 gli investimenti in programma ammontano complessivamente a 2,5 milioni di euro. Un valore in aumento rispetto al trend degli ultimi anni, collegato ai numerosi lavori di ANAS per il miglioramento della viabilità in vista delle Olimpiadi invernali del 2026, cantieri che rendono necessari anche interventi alle condotte del gas.

Il 2022 sarà ancora segnato dalla gestione del servizio di distribuzione del gas metano, mentre è prevista la cessione a partire dal 2023. Questo porterà ad un decisivo aumento del patrimonio nel triennio, che raggiungerà i 62,5 milioni di euro a fine 2024, e dell’utile, di 19 milioni complessivi. Per lo stesso motivo i ricavi nel 2022 saranno di 14 milioni di euro, mentre scenderà a 5 milioni nel 2023 e nel 2024.

 Nel triennio 2022-2024 non si prevede l’accensione di nuovi finanziamenti. Dal 2023, per effetto della cessione del servizio di distribuzione gas metano, la società avrà come attività prevalente la gestione del settore idroelettrico. Vari gli scenari possibili che, nei prossimi mesi, saranno al vaglio dei soci: il subentro nelle concessioni a derivare per scopo idroelettrico, al momento in capo ad Enel ma in scadenza nel 2029, il potenziamento di progetti a favore dei Comuni soci nel settore del rinnovabile, del risparmio energetico e dei servizi comuni, la gestione provinciale dei rifiuti. Non ultima, infine, la fusione con Bim Gsp, operazione che porterebbe importanti benefici sui costi, che verrebbero accorpati e ottimizzati, sul patrimonio, decisamente di rilievo in termini di presenza sul mercato guardando all’aggregazione dei valori attuali e conseguibili, e organizzativi, con razionalizzazione e ottimizzazione di procedure ora distinte tra le due società. “Spunti di riflessione, su cui ragioneremo nelle sedi opportune con i soci, raccogliendo dagli stessi indirizzi e priorità da seguire per dare, in prospettiva, corpo e valore a questa società che negli anni si è contraddistinta per lungimiranza e gestione oculata”. conclude Zanolla

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